TOKYO – E’ morto nell’ospedale di Toyota City – sorto come clinica aziendale – pochi giorni dopo il sue centesimo compleanno. Eiji Toyoda, l’ingegnere taciturno che guidò la casa automobilistica verso un primato industriale prima ancora che commerciale attraverso il perfezionamento dei metodi di produzione, manteneva la carica onorifica di “consigliere onorario”: era stato il numero uno dall’ottobre 1967 al 1981, per poi diventare chairman fino al 1994 (quando si ritirò all’età di 81 anni, lasciando la presidenza a Shoichiro Toyoda).

IL PIONIERE – Era stato suo cugino Kiichiro ad avviare negli anni ’30 la Toyoda Automatic Loom Works, ma fu lui a trasformare una piccola azienda arretrata in un competitor globale. Kiichiro gli chiese, ancora prima della guerra, di sovrintendere alla costruzione di una fabbrica in una zona che appariva remota, a oltre 30 chilometri da Nagoya: lì sarebbe sorta in seguito Toyota City.  […]

LE SCELTE COMMERCIALI. Sono state sue anche le più durature scelte: dall’offerta di una gamma ampia di prodotti all’accordo produttivo – durato a lungo – con General Motors, fino all’ingresso nel segmento superiore con la Lexus. Nonostante i problemi di salute, pare continuasse a dare consigli al top management fino in tempi recenti. E aveva contribuito a sostenere il morale aziendale durante il periodo di crisi seguito al crollo della Lehman Brothers. Un periodo in cui un altro membro della famiglia del fondatore, Akio Toyoda, è stato chiamato a prendere le redini del gruppo. Una scelta che ha funzionato, visto che Toyota ha riconquistato il primato mondiale sul piano delle vendite, confermandolo nel primo semestre di quest’anno nonostante un lieve calo dovuto ai problemi – più “politici” che “commerciali – in Cina.

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