Quando si parla di metodo Kaizen il rischio è sempre quello di rinchiudere questa strategia operativa in un ecosistema basato sui grandi numeri. E dedicato alle realtà più impegnative, come ad esempio quelle dell’industria.

La grande impresa si avvicina alla natura in cui è nato il metodo Kaizen, per questo confondi le possibilità offerte da quest’universo metodologico. In realtà tutto ciò può essere affrontato da aziende di qualsiasi dimensione. E non solo, viene applicato anche a singoli filoni organizzativi. Come quello del digital transformation.

Il processo evolutivo del mondo digitale si allinea perfettamente con l’idea stessa veicolata da questa procedura. Ecco perché oggi è giusto individuare un punto: come si allinea il metodo lean, basato su riduzione degli sprechi e massima efficienza, con la trasformazione verso la quale si dirige il mondo digitale? Scopriamolo insieme.

Cos’è il Metodo Kaizen: definizione, filosofia

L’idea di Kaizen (改善) viene preso dalla lingua giapponese. Il termine significa cambiamento positivo, miglioramento costante. Il nucleo semantico viene formato grazie all’unione di due elementi (KAI – ZEN) e nasce con il contributo dell’economista giapponese Masaaki Imai nel 1986. Il concetto si lega alle aziende Toyota.

Queste imprese, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, si trovavano in una condizione di estrema difficoltà. Erano con le spalle al muro, per questo l’ottimizzazione massima era l’unica soluzione percorribile in quella fase.

metodo kaizen

Così nasce il Toyota Production System, che supera il passaggio dominante della catena di montaggio suggerita da Henry Ford. Il TPS si evolve grazie al contributo di Sakichi Toyoda, Kiichirō Toyoda e Taiichi Ōno in un arco temporale che va dal 1948 e il 1975. Obiettivo? Ottenere il meglio con il minimo, definendo la base del pensiero snello.

Per approfondire: corso di perfezionamento di lean manufacturing

Metodologia snella e Kaizen: legame forte

Perché si parla di Metodo Kaizen nel pensiero snello (o lean)? Semplice. Fin dal primo istante, il Toyotismo è stato diretto verso obiettivi chiari. In primo luogo si individua la linea del valore, ciò che è importante.

Poi si punta verso l’eliminazione degli sprechi fino a raggiungere la perfezione. Questo avviene attraverso un processo costante nel tempo. Non si ipotizzano miglioramenti improvvisi e rivoluzioni, ma passi in avanti.

Ecco il concetto di Kaizen diretto verso l’evoluzione di produzione e organizzazione. Come si estrapola tutto questo? Riducendo ciò che non serve, dal magazzino come dal processo produttivo. Secondo Wikipedia:

Questo modo di produrre è definito di tipo pull in contrapposizione ai sistemi tradizionali basati su programmi di produzione fissati in un tempo precedente e quindi inevitabilmente destinati a non rispecchiare l’effettiva domanda. Lo strumento pratico utilizzato è il kanban, sistema basato sulla standardizzazione delle unità prodotte e trasportate.

Uno dei grandi inconvenienti è quello di identificare tutto ciò come un processo squisitamente materiale, fisico. Il realtà la metodologia snella può essere applicate anche alla trasformazione digitale che tutte le imprese dovrebbero affrontare. Ma che spesso ostacolano e frenano a causa di problemi endemici, ridondanti.

Il rapporto con la trasformazione digitale

Il problema essenziale è quello relativo alle difficoltà che ogni azienda incontra di fronte all’innovazione. Trasformazione digitale vuol dire tanto per chi oggi si trova in azienda. Quindi per chi produce e distribuisce prodotti, beni, servizi, conoscenze. Eppure questo rappresenta una sfida impossibile da ignorare.

digital trasformation

Il concetto base è cristallino: l’innovazione tecnologica e digitale ha sempre richiesto tanto alle aziende. Anche se la novità può essere una spinta al miglioramento, non sempre è facile introdurla in ufficio o in azienda.

Dalle cartelle condivise su Dropbox alle sincronizzazione dei documenti con Google Drive, fino a toccare vere e proprie rivoluzioni delle piattaforme informatiche: tutto può essere visto come una frizione. E la colpa non è per forza del personale: a volte è proprio l’azienda a non essere predisposta all’evoluzione digitale.

Per questo è importante coinvolgere ogni ramo dell’impresa, mettendo in primo piano le persone. Proprio come suggerisce Matteo Busato di Make Consulting: “Il fattore di successo del nostro progetto è stato per più del 50% la capacità di ascoltare e coinvolgere le persone presenti nell’organizzazione, integrarle nel progetto.

Obiettivo? Dare la possibilità di contribuire attivamente al successo del progetto stesso. Magari integrandoli con gli automatismi, robot e programmi che possono correggere gli errori umani. Senza entrare in contrasto ma sviluppando dei flussi snelli e leggeri. Come avviene tutto questo? Leggi il prossimo paragrafo.

Piega il metodo Kaizen verso il digitale

Quali sono i pilastri della metodologia lean? In primo luogo devi individuare ciò che rappresenta il valore per il cliente e lavorare sempre in questa direzione. Elimina le operazioni inutili per quest’obiettivo, dividendole da quelle che pur non portando valore concreto restano indispensabili per l’attuazione del processo.

Dopo aver allineato la tua attività al valore devi puntare verso semplificazione e standardizzazione delle procedure per raggiungere un obiettivo chiaro: scongiurare qualsiasi perdita di tempo. Ogni spostamento inutile, attesa senza motivo, passaggio di merce e persone: elimina per portare in risalto il valore che hai già individuato.

Questo si traduce in un adattamento del lavoro attraverso una metodologia pull. Usa l’innovazione digitale per sviluppare questa dinamica: non produrre e lavorare in eccesso e aspettando che la domanda giustifichi il surplus.

Piuttosto usa le nuove strategie per ottimizzare il rapporto tra ciò che serve e che proponi. In questo modo diminuisci le rimanenze, lo spazio in magazzino usato, l’impegno dei dipendenti. Che devono essere sempre al centro delle tue attività innovative, e dell’intero processo di digital transformation.

Recupero del rapporto umano

Integra l’innovazione per mettere in risalto la qualità del lavoro, non solo per ampliare la produzione: il risultato arriverà in automatico. Il lean thinking vuole ottenere di più con meno e snellire la relazione con l’impegno. Investi nella formazione, nel rapporto tra i dipendenti e nell’eliminare le incomprensioni.

Non puoi innovare in un ambiente ostile, e non puoi lavorare sulla digital transformation se imponi il cambiamento dall’alto. Spesso il lavoro di consulenza e formazione abbraccia proprio la necessità di creare delle strategie capaci di informare e coinvolgere il personale nei processi di rinnovamento digitale.

Per approfondire: come snellire i processi amministrativi con il metodo lean

Kaizen e digital transformation: opinioni?

I vantaggi di un approccio basato sul lean thinking sono indubbi. Per chi lavora nell’ambito digitale, già abituato allo snellimento delle procedure e alle metodologie agili, tutto questo diventa un processo naturale. Forse è arrivato il momento di portare questo processo innovativo nella tua azienda, non credi? Magari attraverso miglioramenti della supply chain, o la definizione dei pilastri per avere un lean office efficace.


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