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Oggi è importante affrontare il tema del lean thinking, un concetto importante quando si vuole ottenere il massimo dalla propria azienda. Perché a volte non basta parlare di lean organization, o lean office, non è sufficiente affrontare questi argomento solo da una prospettiva operativa.

Perché tutta quest’attenzione? Tutta l’azienda viene coinvolta nel lean thinking, un pensiero agile e veloce che permette di ottimizzare processi con una semplicità difficile da ottenere in altri modi. Vuoi approfondire l’argomento? Abbiamo pensato a questo articolo proprio per dare gli strumenti e affrontare il topic nel miglior modo possibile. Perché l’evoluzione aziendale arriva, in primo luogo, con la conoscenza.

Per approfondire: dove guadagna e perde la tua azienda?

Cos’è il lean thinking: traduzione e definizione

Con il termine lean thinking si intende, traducendo dall’inglese, il pensiero snello applicato all’organizzazione interna ed esterna di un’azienda per eliminare gli sprechi e ottimizzare i processi. Sprechi che creano perdite di tempo, generano  processi inutili senza dare un reale beneficio alla tua attività produttiva e organizzativa.

All’interno del lean thinking si trovano le teorie e le pratiche per mettere in campo l’organizzazione nella sua essenza. L’aspetto interessante di questo passaggio è la presenza dell’intera azienda nel processo di snellimento: ogni elemento deve essere coinvolto nelle dinamiche che portano a pensare, prima di agire, in un certo modo.

The basic insight of lean thinking is that if you train every person to identify wasted time and effort in their own job and to better work together to improve processes by eliminating such waste, the resulting enterprise will deliver more value at less expense – WikiPedia

Toyota, dove nasce il pensiero snello aziendale

macchina-cambiato-mondoLa prima volta che si è parlato di pensiero snello, o appunto lean thinking, è stato grazie all’opera di James P. Womack and Daniel T. Jones, due studiosi che hanno pubblicato un libro che dovrebbe essere presente sulle scrivanie di tutti gli imprenditori e dirigenti aziendali: La macchina che ha cambiato il mondo.

In queste pagine si analizza e descrive la produzione degli stabilimenti Toyota, una realtà che ha cambiato il modo di intendere l’organizzazione interna del settore automotive. E che ha esportato un sistema replicabile non solo in una fabbrica o su una catena di montaggio, ma in diverse realtà. L’obiettivo finale: diminuire gli sprechi e massimizzare gli utili attraverso l’ottimizzazione delle risorse.

Obiettivo del lean thinking: efficienza e zero sprechi

Questo è il punto di arrivo del pensiero snello: fare in modo che le azioni svolte in azienda arrivino ad annullare lo spreco. Inteso come surplus di azioni che non hanno una reale utilità per la produzione. In questa lista si ritrovano elementi che ogni azienda vorrebbe eliminare. Qualche esempio concreto:

  • Eccesso di attività: le operazioni che non servono devono essere eliminate.
  • Movimento inutile: nella aree di lavoro devi svolgere solo ciò che serve.
  • Difetti: ogni elemento di imprecisione porta a una perdita di tempo e di risorse.
  • Scorte: devi avere in magazzino solo ciò che serve.
  • Eccesso di produzione: dalla tecnica push a quella pull, questa è la soluzione.
  • Trasporto: ogni spostamento inutile rappresenta una perdita.
  • Attesa: in questo caso possiamo parlare di inutilità dell’attesa.

Può sembrare strano a chi è abituato a una concezione standard dell’impresa, ma questi elementi sono una perdita per ogni entità aziendale. Ridurre al minimo le attese, gli spostamenti, i movimenti e le scorte è un passaggio chiave per raggiungere l’efficienza. Questo si ottiene con le principali tecniche della lean manufacturing:

  • Presenza nelle aree di lavoro.
  • Pulizia e organizzazione della postazione.
  • Utilizzo procedure standardizzate.
  • Disposizione solo di ciò che serve.
  • Propensione al miglioramento.

Questi punti rappresentano la tecnica delle 5S, una soluzione per applicare il pensiero snello nelle varie declinazioni di lean manufacturing e lean organization. Ma se è pur vero che la pratica rende perfetti, alla base di tutto questo c’è un’idea di che può essere divisa in specifici principi. Quali sono?

Quali sono i principi essenziali del lean thinking

Questo pensiero viene definito attraverso una serie di punti che costituiscono le fondamenta del miglioramento aziendale. Molti credono che per applicare grandi rivoluzioni interne siano necessari investimenti in termini di infrastrutture e ammodernamenti: non è sbagliato, ma a volte l’attenzione deve cadere prima sull’atteggiamento.

Vale a dire sul comportamento del singolo all’interno di un insieme organizzativo correlato. L’azienda è un ecosistema, un’ecologia che deve tener presente dell’interconnessione tra i singoli soggetti ed elementi.

Quali sono i principi essenziali del lean thinking

Lavoriamo per migliorare l’azienda con il pensiero snello.

La perdita di tempo – magari a causa di un’attesa inutile – si ripercuote su tutta la catena. Per questo il lean thinking si prefigge di snellire l’attività di un’azienda attraverso l’applicazione di 5 principi essenziali. Eccoli.

Identificare il valore

Primo aspetto da considerare quando si lavora sul concetto di lean thinking: definire ciò che ha valore per il cliente, in modo da veicolare le risorse verso quell’obiettivo. Perché tutto ciò che viene usato per ottenere qualcosa che non ha una reale utilità diventa spreco (in giapponese è il termine Muda).

Definire il flusso

Dopo aver individuato il valore devi disegnare il percorso che compie e che consente di realizzare il prodotto o confezionare il servizio. In questo modo la materia prima diventa ciò che offri e puoi iniziare ad analizzare l’insieme per limare gli sprechi, eliminare le attività che non creano valore ed evidenziare quelle che meritano.

Far scorrere le attività

Individuato il valore e definiti i flussi, arriva la fase che costringe a ripensare le vecchie logiche aziendali: far scorrere il flusso vuol dire, anche e non solo, smantellare l’idea di dividere un’entità in uffici e funzioni. Il processo deve essere visto come un’azione d’insieme e non un’attività divisa in compartimenti stagni.

Pull, tirato dal cliente

Con il pensiero snello si passa dalla logica push a quella pull. Vale a dire, non è più l’azienda che spinge verso il cliente ma è quest’ultimo che richiede. Quindi chi produce si prefigge di offrire solo ciò che serve, non di più e non di meno. Certo, questo richiede un esercizio e un’organizzazione capillare. Ma riduce gli sprechi.

La ricerca della perfezione

In giapponese questo punto si ritrova con il termine Kaizen, la perfezione che arriva dopo un’attività di ricerca e di ottimizzazione di tutti i passaggi. Non è un punto dato per certo, ma un obiettivo da perseguire. Si migliora passo dopo passo fino a raggiungere l’annullamento delle frizioni e delle spese inutili.

Da leggere: cos’è il lean marketing e come si applica

Stai affrontando questo tema con attenzione?

A volte, nella realtà aziendale, non si prestano le giuste attenzioni verso temi come il lean thinking. Perché si cerca di dare maggior peso alla concretezza, alle azioni, al fare qualcosa di reale e materiale. Il problema di fondo, però, è questo: per fare la differenza devi prima cambiare la mentalità. Devi fare in modo che ci sia consapevolezza.

Il pensiero snello lavora sulla necessità di chiedere all’intera realtà aziendale uno sforzo in più per andare oltre quello che si è sempre fatto. Per cambiare in profondità il modo di intendere il lavoro. Partendo dalla più piccola azione.

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