Oggi il concetto di Industria 4.0 è di uso comune. Viene menzionato nelle divulgazioni di stampo economico, nei discorsi politici e nelle riflessioni sociologiche. Impossibile guardare la realtà senza prestare ascolto a quelle che sono le evoluzioni del processo produttivo. Soprattutto se si affronta il tema attraverso la lente industriale.

Vale a dire una prospettiva che fa parte, a pieno titolo, della realtà nazionale. Non si può ragionare sullo sviluppoeconomico e il benessere di un paese se non si considerano i mezzi produttivi su larga scala.

Ed ecco che l’Industria 4.0 prende posto nel tavolo della discussione, nell’agenda comunicativa e nei palinsesti. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Perché quest’argomento è così importante. E, soprattutto, qual è il rapporto con il pensiero snello della lean production? Affrontiamo quest’argomento nei prossimi paragrafi.

Cos’è l’Industria 4.0: spiegazione e definizione

Con il termine Industria 4.0 si intende l’integrazione delle ultime tecnologie produttive all’interno di un processo con lo scopo di migliorare le condizioni di lavoro. Obiettivo finale: ridefinire qualità e quantità della produzione.

industria 4.0

Mettiamo in pratica l’industria snella.

Non si tratta solo di aumentare il numero di prodotti che escono dalla catena di montaggio. Qui si ragiona anche sull’approccio qualitativo: lo scopo è sempre quello di seguire la linea del valore per il cliente, proprio come insegna la lean organization. Tutto questo, però, avviene attraverso il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Per approfondire: l’azienda cresce con la produzione snella

Le origini dell’Industria 4.0, da dove nasce?

Il nome Industria 4.0 (o Industry 4.0) è stato coniato durante una Fiera di Hannover, un grande evento di importanza mondiale. Era il 2011 quando Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster annunciarono lo Zukunftsprojekt Industrie 4.0. L’obiettivo, come suggerisce Wikipedia, era quello di puntare su:

“Investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale”.

Quindi, come puoi ben immaginare, si tratta di un sistema reticolare, complesso, basato su uno sviluppo omogeneo di una vera e propria consapevolezza del progetto di rivalutazione. Tutto ciò ha avuto successo?

Certo, al punto che il metodo in questione è stato preso come esempio da diverse realtà. Un po’ come è successo con il Toyota Production System. Oggi sono molte le aziende che sfruttano questi paradigmi. Scopriamo perché.

Sviluppare la smart factory dell’Industria 4.0

L’Industria 4.0 si basa sulla necessità di implementare la smart factory. Vale a dire un’impresa intelligente, capace di captare, cogliere ed elaborare dati. Come suggeriscono le dinamiche di questa naturale evoluzione del lavoro, il concetto di Industria 4.0 deve interagire con quella che è l’importanza del rapporto tra dati e macchina.

Il back office deve essere in grado di interpretare la mole di dati che vengono recuperati per trasformarli in azioni concrete. L’obiettivo non è semplicemente aumentare la produttività, ma anche fare lo stesso con meno, risparmiando e ottimizzando. Proprio come suggerisce il pensiero agile che abbiamo spesso analizzato.

Questo per implementare gli snodi della supply chain, la catena produttiva. Ogni aspetto dell’impresa di produzione sarà corroborata e migliorata dall’arrivo di quella che oggi chiamiamo smart factory.

industria 4.0

Una realtà possibile grazie all’avvento della quarta rivoluzione industriale. Si passa dall’automazione legata alla programmazione delle macchine per mano umana alla cibernetica. E alla creazione di cyber-physical system che prevede apparati fisici (come bracci meccanici e altro ancora) connessi attraverso l’informatica ad altre entità.

Obiettivi e presupposti dell’industria snella

Gli ordini ai fornitori e le fatture per i clienti perderanno frizioni, la manutenzione sarà preventiva e non dovremo aspettare il danno per correre ai rimedi, il customer care service dimezzerà i tempi d’intervento. Tutto a favore di un brand che segue le tendenze di un pubblico sempre più esigente. A patto che si rispettino determinati punti.

  • Production.
  • Services
  • Energy.

La smart factory si basa su tecnologie capaci di includere e inglobare tutti i protagonisti della produzione (macchine e operatori). Ma anche sulle infrastrutture informatiche che rendono l’azienda connessa all’interno e con l’esterno.

Inoltre l’Industria 4.0 è attenta all’uso dell’energia sia per ridurre spese inutili che per lenire l’impatto sulla natura. Essere smart vuol dire risparmiare, ridurre gli sprechi e incidere sempre meno sull’ambiente.

Il ruolo dei big data in questo processo

Sai qual è la strada per consentire alle macchine di prendere decisioni in base a modelli matematici? Quella segnata dai big data e dalla raccolta sistematizzata di informazioni utili, quantità abnormi di numeri,

Ma per fare cosa? Un esempio a caso: le moderne tecnologie dell’informazione ti aiuteranno a individuare difetti e guasti, così puoi prevenire e risolvere il problema senza intoppi per la produzione.

smart industry

lavoriamo con I big data per migliorare l’azienda

Come funziona tutto questo? Semplificando all’estremo, i dati vengono raccolti da sensori fisici sparsi in tutta l’azienda. Poi si inviano a strumenti di elaborazione basati su algoritmi complessi che generano informazioni in termini di previsioni e istruzioni. Tutto questo si sposa senza soluzione di continuità con il metodo lean, non credi?

Industria 4.0 e lean thinking: quale relazione?

Sono due processi che si intersecano e si incrociano: abbiamo un’ideologia che punta sul kaizen, l’efficacia massima per ridurre il muda (無駄, attività inutili), ma anche un concetto di industria che sfrutta al massimo le nuove tecnologie. Pensiero snello e Industria 4.0 non possono essere pensate come due entità separate.

Non si può entrare nell’era 4.0 ignorando il Toyota Production System. O almeno questa è una delle condizioni essenziali per ottenere il miglior risultato possibile. Sempre secondo Wikipedia,

Alla base del Toyota Production System si trova l’idea di ‘fare di più con meno’, cioè di utilizzare le (poche) risorse disponibili nel modo più produttivo possibile con l’obiettivo di incrementare drasticamente la produttività della fabbrica.

Quando si parla di smart factory appare quasi immediato il collegamento con il concetto di produzione snella. Il lean thinking va di pari passo con l’idea di Industria 4.0, sono realtà che si incrociano e non rimangono separate.

Da leggere: come si applica concretamente il lean office

Tu sei pronto (oppure no) per l’Industria 4.0?

Non è semplice, ci sono ancora mille sfide da affrontare. Ma il pensiero snello che si collega alla lean production ha bisogno di un approccio come quello dell’Industria 4.0. Questi aspetti sono complementari perché la riduzione degli sprechi e il raggiungimento del kaizen  sono passaggi che affondano le proprie esigenze in questo campo.

Un’azienda che connette umano, meccanico e digitale riduce i tempi necessari per lo scarico delle merci e la distribuzione in magazzino, solo per fare due esempi. Se le macchine riescono a interagire in modo indipendente, dopo la programmazione e con la supervisione umana, il lavoro diventa più semplice, veloce. In una parola: snello.

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