L’ultimo progetto “snello” dell’azienda padovana, tra le più attive in Italia nell’adozione del modello Toyota e partner del CUOA Lean Enterprise Center, ha permesso di ricreare le virtù dell’approccio artigianale in un contesto industriale, con benefici in termini non solo di riduzione degli sprechi, ma anche di qualità dei prodotti, attenzione per i cliente e i dipendenti. Carel interverrà al Lean Society Forum del CUOA del 19 e 20 novembre 2013. Il Forum riunirà esperti mondiali di lean thinking e case history di importanti aziende nazionali e internazionali.

Da un lato pezzi unici e originalità, tempi dilatati e cura per il cliente; dall’altro produzione di massa, qualità standard, velocità e spersonalizzazione. Sono alcune fra le differenze più rilevanti tra la piccola azienda artigiana e la grande industria moderna. È possibile ricreare le virtù dell’una senza perdere l’efficienza dell’altra? Sì, grazie alla lean production, la filosofia manageriale ispirata al modello Toyota. L’esperimento è avvenuto per opera di Carel, azienda di Brugine (Padova), tra i principali player internazionali nella produzione di controlli elettronici per il condizionamento dell’aria e la refrigerazione. […]

Perché proprio la metodologia lean per raggiungere lo scopo? Tra i suoi benefici l’approccio “snello” permette di valorizzare l’impiego delle risorse, avere una visione globale e partecipata del problema al di là degli “specialismi”, creare un ambiente di lavoro de-gerarchizzato e più focalizzato sul rapporto umano. Carel ha, quindi, applicato lo stile lean alla riorganizzazione dei team di lavoro.

 

Non più gruppi di 15-20 persone specializzate che seguono un determinato progetto, in cui solo il team leader possiede la visione complessiva del lavoro. Questo metodo, infatti, allontanerebbe l’attenzione da parte di tutto il team dalle richieste del cliente (role vs. goal). La scelta di Carel è stata, pertanto, la creazione di team “compatti” o multifunzionali, che coinvolgono non più di 4-5 collaboratori provenienti da diverse aree aziendali. Ogni team è cross skill e segue un singolo progetto per un tempo il più limitato possibile, curandolo dall’ideazione fino alla commercializzazione, passando per la progettazione e l’industrializzazione. Proprio come agisce la piccola azienda artigiana, in cui pochi attori (a volte solamente il singolo artigiano) seguono tutte le fasi di lavoro per soddisfare un cliente. A fianco dei “team compatti” agiscono i “centri di competenza” che supportano le persone durante tutte le fasi del processo (team not alone) e creano gli standard di progetto e tecnologici, senza mai sostituirsi al team (insegnare invece che fare). Il tutto in un contesto senza barriere gerarchiche, in cui i collaboratori attuano comportamenti caratterizzati da responsabilità, comunicazione, team working e proattività.

Attraverso la valorizzazione dell’approccio artigianale (a qualità e standard da produzione industriale), Carel è riuscita a proporre prodotti che rispondono maggiormente alle esigenze di mercato con una qualità più elevata rispetto alle richieste dei clienti. Tra gli indicatori più rilevanti: riduzione dei ritardi di esecuzione dei progetti che va dal 60% al 20%; l’80% della produzione è pianificata non a livello centrale, ma è gestita direttamente dalle linee di produzione, con reazioni estremamente rapide e flessibili (tempi di attraversamento linee produttive ridotti da 2 giorni a 10 minuti); -20% di difettosità e +30% di efficienza.

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