Torna a casa l’imprenditore. Addio Cina, good bye India: molto meglio produrre a Zola Predosa. “Non si tratta di patriotismo –  spiega Paolo Barbieri – la verità è che da qualche tempo produrre qui conviene di più”. Di back-shoring, questo il termine scientifico, Barbieri ha deciso di occuparsi dal 2010, guidato dal professor Zanoni, docente di gestione d’impresa e fondatore del Cieg, centro studi di ingegneria gestionale, insieme ad un team composto da docenti e ricercatori delle università di Aquila, Udine, Catania e Modena. I risultati sono sorprendenti.

Barbieri, quante sono le aziende che hanno deciso di tornare?

“Abbiamo analizzato 294 casi in 14 stati del mondo. Al primo posto ci sono gli Stati Uniti, dove sono rientrate 142 aziende. Al secondo posto c’è l’Italia: 60 rientri, in 21 casi dalla Cina, in 19 dall’Est Europa. Dieci sono nomi emiliano-romagnoli. Sei i bolognesi.”

Qualche esempio?

“Ci risulta, basandoci esclusivamente su dati ufficiali e pubblicazioni giornalistiche che i Beghelli, Bonfiglioli Riduttori, Faac, Furla e Wayel abbiano trasferito in Italia produzioni precedentemente delocalizzate in Cina, Repubblica Ceca o Slovacca, Svizzera. La Perla, invece, è protagonista di un caso di near-shoring: nel 2011 ha spostato parte della produzione in Turchia, Tunisia e portogallo”

La Cina, consenta la battuta, non è più così vicina?

“Molto più vicina, e più temibile, oggi è l’Est Europa.

Ma cosa è cambiato?

“I trasferimenti continui hanno saturato tutta la costa cinese. E i costi produttivi, immobiliari e del lavoro sono cresciuti anche lì. Il risparmio che prima toccava il 40%, oggi non supera il 20%. Per trovare ancora convenienza bisognerebbe addentrarsi nelle provincie interne della Cina. Ma a quel punto la distanza sarebbe troppa”

“La riduzione dei vantaggi economici porta a ripensare le scelte fatte dieci anni fa. E poi produrre in Italia è un valore aggiunto”

[…] “ In più la crisi, che ha ridotto i volumi produttivi e reso i mercati più fluttuanti, le scelte più veloci.

In queste condizioni le immobilizzazioni di merci per 40 giorni su una nave diventa insostenibile. […]

E’ innegabile che oggi il Brand Italia sia molto più forte”

Allora è vero: i nostri operai sono più bravi.

“Se ne stanno accorgendo anche all’estero, pensi alle recenti scelte di Philip Morris” […]

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